Guida
Sicurezza sull'Etna: chi può salire e quando si parte
Di Edy · Aggiornata a · 16 min di lettura
Il quad nei boschi si fa dai 6 anni, il trekking a 3.000 m e i crateri a 3.400 m dagli 8 anni, se ci sono le condizioni fisiche. Le escursioni in quota non sono adatte a chi ha problemi cardiaci o respiratori. Se si sale, e fin dove, lo decidono le condizioni del giorno, meteo e attività vulcanica, in loco.
Il quad è sicuro? Ci si ribalta? Il trekking è difficile? Posso salire anche se ho l'asma? Sono le domande che sento più spesso prima che le persone decidano, ed è giusto farle. In questa guida ti rispondo con sincerità: chi può fare ogni escursione, come si sente la quota, perché meteo e vulcano si valutano il giorno stesso e cosa puoi fare tu, in pratica, per vivere la giornata con tranquillità. Non per spaventarti, ma perché sull'Etna si sta bene quando si sa cosa aspettarsi.
Chi può fare ogni escursione
Dal Piazzale Funivia di Etna Sud, a circa 1.900 m, partono tre escursioni molto diverse tra loro. Cambiano la quota, la fatica e quindi anche chi le può fare. Ecco il quadro generale, poi entriamo nei dettagli.
| Escursione | Dove si va | Età | Periodo | Problemi cardiaci o respiratori |
|---|---|---|---|---|
| Quad | Boschi del versante sud | Dai 6 anni | Tutto l'anno | Da valutare insieme, prima di prenotare |
| Trekking | A piedi fino a 3.000 m | Dagli 8 anni | Tutto l'anno | Non adatto |
| Crateri sommitali | A piedi fino a 3.400 m | Dagli 8 anni | Di solito giugno–agosto | Non adatto |
Per tutte e tre vale la stessa cosa: l'età è un punto di partenza, non un via libera automatico. Contano anche le condizioni fisiche di chi sale e quelle del giorno.
Quad tra i boschi
Il quad è l'escursione più semplice da affrontare. Dura 1h30–2h, si fa tutto l'anno e resta nei boschi del versante sud: non sale verso la cima, perché per i 3.000 e i 3.400 m si va a piedi. Si parte dai 6 anni, se ci sono le condizioni fisiche e di sicurezza, e non serve esperienza di guida: prima di partire ricevi tutte le indicazioni. I dettagli pratici li trovi nella pagina del quad tra i boschi.
Trekking a 3.000 m
Il trekking si fa a piedi, sui sentieri di cenere, fino a 3.000 m. Si fa tutto l'anno, dagli 8 anni in su, e il gruppo può arrivare a 20–30 persone. È un'escursione che chiede gambe e fiato: quanto sia impegnativa dipende dal tuo allenamento e dalle condizioni del giorno, perché con neve o vento la stessa salita diventa un'altra cosa. Fin dove si arriva si decide il giorno stesso. Tutto il resto è nella pagina del trekking a 3.000 m.
Crateri sommitali a 3.400 m
È l'escursione più alta e quella che dipende di più dalle condizioni. Si fa di solito da giugno ad agosto, salvo eccezioni, dagli 8 anni in su e in gruppi piccoli, di 10–12 persone. Si sale fino ai bordi dei crateri sommitali: alla quota si aggiunge quindi la vicinanza a un vulcano attivo, ed è qui che meteo e attività vulcanica pesano di più. Trovi tutti i dettagli nella pagina dei crateri sommitali.
Chi ha problemi cardiaci o respiratori
Su questo sono chiaro fin dal primo messaggio: il trekking e i crateri non sono adatti a chi ha problemi cardiaci o respiratori, come l'asma. In quota non li facciamo salire, per la loro sicurezza. Non è sfiducia nei tuoi confronti. Pensa a cosa c'è lassù: aria più rarefatta, fatica in salita, freddo e, vicino ai crateri, gas irritanti per le vie respiratorie. Messe insieme, sono condizioni che non vanno bene per chi ha già un problema al cuore o ai polmoni.
Se è il tuo caso, non vuol dire rinunciare all'Etna. Il quad nei boschi, che non va verso la cima, è l'alternativa da valutare insieme: scrivimi prima di prenotare e ne parliamo. Per la parte medica, invece, la persona giusta è il tuo medico: è lui che può dirti cosa puoi fare e cosa no.
Età, allenamento e altri dubbi
Oltre i 65 anni ne parliamo prima, in base alle condizioni fisiche. Non è una questione di numeri: c'è chi a 70 anni cammina con passo sicuro e chi a 40 fa fatica dopo dieci minuti di salita. Dimmi come stai e quanto cammini di solito, e ti consiglio con onestà.
Lo stesso vale per qualsiasi cosa ti faccia venire un dubbio: un infortunio recente, un problema alla schiena o alle ginocchia, una gravidanza, una terapia che stai seguendo. Non ho bisogno di sapere i dettagli: mi basta che tu me lo dica prima, così scegliamo insieme l'escursione più adatta. Per tutto quello che riguarda la salute, il riferimento resta il tuo medico.
Se viaggi con bambini o ragazzi, ho scritto una guida a parte su l'Etna con i bambini, con età, consigli e cosa preparare.
La quota: come si sente
Il piazzale è a circa 1.900 m, il trekking arriva a 3.000 m e i crateri a 3.400 m. Sono quote che molte persone non frequentano mai, e il corpo se ne accorge. Niente di drammatico, ma è meglio sapere cosa aspettarsi, così non ti preoccupi per cose normali e riconosci quelle che non lo sono.
Il fiato
Salendo l'aria diventa più rarefatta: la percentuale di ossigeno resta la stessa, ma la pressione cala, e a ogni respiro ne entra meno. In pratica il fiato si fa corto prima del solito e il passo si accorcia. Per questo in quota si cammina con calma, al ritmo del gruppo: non c'è nessuna gara da vincere.
Il mal di montagna vero e proprio di solito compare da circa 2.400 m in su. I disturbi più comuni sono mal di testa, nausea, stordimento e una stanchezza insolita. Non capita a tutti, e non dipende dall'allenamento: anche chi è in ottima forma può avvertirlo. Se ti succede, la cosa importante è una sola: dillo subito.
Il freddo
In media la temperatura scende di circa 6,5 °C ogni 1.000 m di quota. Dal piazzale a 3.000 m sono circa 7 gradi in meno, fino ai 3.400 m dei crateri una decina. Aggiungi il vento, che sopra il limite degli alberi non trova ostacoli, e capisci perché anche ad agosto in alto serve una giacca.
Il freddo non è solo una questione di comfort. Quando hai freddo ti stanchi prima, ti muovi peggio e fai più fatica a goderti la giornata. Vestirsi a strati, e aggiungere o togliere qualcosa al momento giusto, fa parte della sicurezza tanto quanto le scarpe.
Il sole
Con l'aria fresca è facile non accorgersene, ma in quota il sole brucia di più. Ogni 1.000 m di quota i raggi UV aumentano del 10–12%, e la neve ne riflette circa l'80%. Crema solare, occhiali da sole e un cappello servono d'estate e anche d'inverno, soprattutto se c'è neve.
Meteo e vento in quota
Il meteo è uno dei due fattori che decidono la giornata, insieme al vulcano. Sull'Etna cambia in fretta, e quello che vedi dalla spiaggia non dice molto su quello che trovi a 3.000 m.
Il vento
Il vento è la cosa che sorprende di più chi sale per la prima volta. Sopra il limite degli alberi non ci sono ripari: con raffiche forti si cammina male, il freddo aumenta e i programmi della giornata possono cambiare. Il vento conta anche per il vulcano, perché decide da che parte vanno gas e cenere.
Nuvole, nebbia e temporali
Le nuvole sull'Etna si formano e si spostano in fretta. Dentro la nebbia la visibilità cala, i riferimenti si perdono più facilmente e il freddo si sente di più: anche per questo in quota si resta sempre vicini al gruppo. D'estate, soprattutto nel pomeriggio, possono formarsi temporali. In una zona aperta, senza ripari, un temporale si evita: se è previsto, si sposta l'orario o si rinuncia.
Perché si guarda il meteo all'ultimo
Le previsioni sono l'unica fonte affidabile, ma quelle davvero utili sono del giorno prima e della mattina stessa. Per questo non posso dirti con una settimana di anticipo se il tuo giorno andrà bene. Se mi scrivi il giorno prima, ti dico com'è previsto il tempo in quota. Per stagioni, mesi e neve c'è la guida su quando andare sull'Etna.
L'attività vulcanica
L'Etna è un vulcano attivo, e si vede: dai crateri sale spesso un pennacchio, e periodicamente ci sono fasi di attività più intensa. Non è un motivo per avere paura. È il motivo per cui nessuno può programmare con certezza una salita in quota.
Perché si decide il giorno stesso
Il vulcano è sorvegliato giorno e notte dall'Osservatorio Etneo dell'INGV, che pubblica comunicati e bollettini settimanali sull'attività. Sono informazioni preziose, ma descrivono quello che sta succedendo, non quello che succederà la settimana prossima. L'attività può cambiare da un giorno all'altro, a volte nel giro di poche ore.
Per questo se e fin dove si sale si valuta in loco, la mattina stessa, guardando insieme meteo e vulcano. Su un vulcano attivo è l'unico modo serio di fare le cose.
Le distanze non sono fisse
Ti chiederai quanto ci si avvicina ai crateri. La risposta onesta è: dipende. Non esiste una distanza valida per sempre. Dipende da cosa sta facendo il vulcano quel giorno e dal vento, che spinge gas e cenere da una parte o dall'altra. Un giorno si arriva ai bordi dei crateri, un altro ci si ferma prima, un altro ancora in quota non si sale. Quando l'attività è intensa ci si tiene lontani, e lo spettacolo si guarda a distanza.
I gas vicino ai crateri
Oltre al pennacchio che esce dai crateri, in alcuni punti il gas esce anche dal terreno, nelle fumarole. I gas vulcanici sono soprattutto vapore acqueo, anidride carbonica e composti dello zolfo, come l'anidride solforosa: è da lì che arriva l'odore pungente che a volte si sente in quota. I gas delle fumarole sono tossici e fortemente irritanti per le vie respiratorie, e possono essere molto caldi.
In pratica, vicino ai crateri:
- non ci si avvicina alle fumarole per curiosità o per una foto;
- si resta sulla traccia che segue il gruppo;
- se il vento porta il gas verso di te e senti bruciare la gola o gli occhi, dillo subito: ci si sposta;
- si seguono le indicazioni su dove fermarsi, perché con il vento la situazione cambia anche nel corso della stessa escursione.
La lava non si programma

Un'eruzione vista da lontano, con gli alberi in primo piano. Momenti così non si annunciano e non si prenotano: quando il vulcano è in questa fase ci si tiene a distanza, e in quota non si sale.
La lava si vede raramente, e solo quando le condizioni di sicurezza lo consentono. Non posso prometterla, e diffida di chi te la garantisce.
L'attrezzatura per la sicurezza
La parte più importante dell'attrezzatura te la diamo noi, e cambia a seconda dell'escursione. Ecco cosa c'è, a cosa serve e cosa resta a te.
Trekking e crateri
Per il trekking a 3.000 m e per i crateri sommitali sono inclusi elmetto, scarpe da trekking, calze, bastoni e un piccolo zainetto.
- Elmetto: indossalo come ti viene indicato e tienilo allacciato.
- Scarpe da trekking: sulla cenere e sulle pietre laviche tengono il piede molto meglio di una scarpa da ginnastica, soprattutto in discesa.
- Calze: con le scarpe giuste aiutano a evitare vesciche e sfregamenti.
- Bastoni: danno equilibrio sulla cenere, in salita e soprattutto in discesa, e alleggeriscono il lavoro delle ginocchia.
- Zainetto: per l'acqua e lo strato in più, così hai le mani libere per i bastoni.
Il biglietto della funivia è a parte; per i crateri sommitali anche il pranzo.

Elmetto, bastoni e zainetto fanno parte dell'attrezzatura che ti diamo per il trekking e i crateri. Guarda anche giacca e cappuccio: con il cielo azzurro, in quota ci si copre lo stesso.
Quad
Per il quad sono inclusi casco, cuffia igienica, giacca antivento e guanti. Anche la benzina è compresa. Giacca e guanti ti riparano dall'aria fresca e dalla polvere vulcanica.
Cosa porti tu
- Pantaloni lunghi, sempre: per il quad e per i crateri servono comunque.
- Scarpe chiuse per il quad.
- Vestiti a strati: una maglia leggera, uno strato caldo e una giacca che ripari dal vento.
- Acqua, anche se fa fresco.
- Crema solare, occhiali da sole e un cappello.
- D'inverno: berretto, guanti per il trekking e una giacca impermeabile.
- I tuoi farmaci abituali, se ne prendi.
Trovi tutto nel dettaglio, stagione per stagione, nella guida su cosa portare sull'Etna.
Come comportarsi sul percorso
In quota la sicurezza dipende anche da piccole cose che fai tu. Niente di complicato, ma fanno la differenza.
Segui le indicazioni del gruppo
Chi accompagna il gruppo conosce il percorso e osserva le condizioni mentre si sale. Se ti chiede di fermarti, di cambiare passo o di tornare indietro, c'è un motivo, anche quando non lo vedi subito: segui l'indicazione, e se vuoi chiedi spiegazioni dopo. Ricorda anche che da soli si può salire solo fino a una certa quota: più in alto si sale accompagnati.
Resta sul sentiero
Fuori dalla traccia la cenere può nascondere pietre che si muovono, buche o punti da cui esce gas caldo. Restare sul sentiero, in fila, protegge te e il gruppo, e rispetta anche l'ambiente del vulcano. Se devi fermarti, avvisa chi ti sta vicino invece di restare indietro da solo. Vale anche per le foto: fermati in un punto sicuro e non allontanarti per un'inquadratura migliore.

In fila, uno dietro l'altro, sulla traccia del sentiero: è il modo più semplice per camminare sulla cenere e restare tutti insieme.
Bevi e mangia
L'aria fresca toglie la sete, ma la fatica si fa sentire lo stesso. Bevi a piccoli sorsi durante il percorso, anche se non ne senti il bisogno, e fai una colazione vera prima di salire. La disidratazione, tra l'altro, può dare disturbi simili al mal di montagna: un motivo in più per non dimenticare l'acqua. Per i crateri sommitali il pranzo non è incluso: chiedimi come organizzarti.
Dillo subito se non ti senti bene
È il consiglio più importante di tutta la guida. Se in quota senti qualcosa che non va, dillo subito a chi accompagna il gruppo, senza aspettare che passi:
- mal di testa, nausea o giramenti di testa;
- un fiato che non torna nemmeno da fermo;
- un freddo che non riesci a scacciare;
- una stanchezza diversa dal solito, o semplicemente la sensazione che qualcosa non va.
Non c'è niente di cui vergognarsi. Ci si ferma, si valuta insieme e, se serve, si torna giù. Tornare indietro non è una sconfitta: il vulcano resta lì.
Il quad in sicurezza
Le domande sul quad sono quasi sempre le stesse: è sicuro? Ci si ribalta? È facile da guidare? La risposta onesta è che è un'attività su sterrato e richiede attenzione. Non serve esperienza, però serve rispettare il mezzo e le indicazioni che ricevi.
Prima di partire
Prima di partire ricevi l'attrezzatura e tutte le indicazioni per guidarlo con tranquillità. Arriva al piazzale con un po' di anticipo rispetto all'orario concordato, così c'è il tempo di indossare tutto e ascoltare le spiegazioni senza fretta. Se è la prima volta che sali su un quad, dillo: non c'è niente di male, ed è utile saperlo.
Alla guida
Qualche regola di buon senso, valida per chiunque:
- segui il percorso e il quad che ti precede, senza scorciatoie;
- tieni una distanza tranquilla da chi ti sta davanti, anche per la polvere;
- adatta la velocità al terreno: sullo sterrato, in curva e in discesa si va piano;
- tieni le mani sul manubrio ed evita manovre improvvise;
- se qualcosa non ti convince, rallenta, fermati in un punto sicuro e fallo presente.
Il bello del quad tra i boschi è il percorso, non la velocità.

Il casco è incluso nel quad, come cuffia igienica, giacca antivento e guanti: si allaccia prima di partire e si tiene per tutto il giro.
Bambini, tramonto e brutto tempo
Il quad si fa dai 6 anni in su, se ci sono le condizioni fisiche e di sicurezza: quando mi scrivi, dimmi l'età di ogni bambino e ti spiego come si organizza il giro per la tua famiglia. Si può fare anche al tramonto, su richiesta, quando la stagione lo permette; porta uno strato in più, perché dopo il tramonto la temperatura scende in fretta. Con pioggia forte, neve sul percorso o vento si valuta il giorno stesso se partire.
Se non si parte o si sale meno
Succede, e fa parte del vulcano. Meglio saperlo prima, così non è una sorpresa e puoi organizzarti.
Se le condizioni non ci sono
Se il meteo o l'attività vulcanica non lo permettono, non si parte. Quel giorno ci sentiamo e ti spiego com'è la situazione. Quello che non ti consiglierò mai è salire in quota quando le condizioni non ci sono, anche se hai fatto tanta strada per arrivare. Come si gestisce un cambio di data chiedimelo quando prenoti: te lo dico subito, senza sorprese.
Si sale meno in alto
A volte si parte, ma non si arriva alla quota prevista: per il vento, per le nuvole, per l'attività del vulcano o semplicemente perché qualcuno nel gruppo non se la sente. È normale. Il percorso si adatta alla giornata, e fin dove si arriva si decide strada facendo, con prudenza.
Le alternative e il giorno di margine
Quando in quota non si sale, non sempre la giornata è persa. A volte basta spostare l'orario, a volte conviene cambiare giorno, a volte ha senso scegliere un'altra escursione: il quad nei boschi, che non va verso la cima, è spesso la più semplice da valutare. Il confronto completo è nella guida quad o trekking.
Se puoi, non mettere l'escursione nell'ultimo giorno della vacanza: un giorno libero dopo ti dà la possibilità di riprovare invece di rinunciare. Per i crateri sommitali, che dipendono di più dalle condizioni, il margine è ancora più importante.
Il mio consiglio
Se dovessi riassumere tutto in poche righe: sull'Etna la sicurezza comincia prima di partire, con la scelta giusta e con un po' di sincerità.
- Dimmi tutto prima: età, allenamento e qualsiasi dubbio sulla salute. Se hai problemi cardiaci o respiratori, trekking e crateri non fanno per te: valutiamo insieme il quad.
- Accetta che decida la giornata: meteo e attività vulcanica si valutano in loco, il giorno stesso. Tieni un giorno di margine.
- In quota ascolta e ascoltati: segui le indicazioni del gruppo, resta sul sentiero, bevi, e se non ti senti bene dillo subito.
Fatto questo, ti resta solo da goderti il vulcano. Scrivimi quanti siete, l'età dei partecipanti, il giorno che hai in mente ed eventuali dubbi su salute o allenamento: ti dico con onestà quale escursione fa per te e ti mando il preventivo. Mi trovi nella pagina contatti, e altre risposte veloci sono tra le domande frequenti.
Domande frequenti
Chi non può salire in quota sull'Etna?
Chi ha problemi cardiaci o respiratori, come l'asma: trekking e crateri non sono adatti, e in quota non li facciamo salire, per la loro sicurezza. Se hai dubbi sulla tua salute, scrivimi prima e chiedi al tuo medico.
Da che età si possono fare le escursioni sull'Etna?
Il quad dai 6 anni, il trekking a 3.000 m e i crateri sommitali dagli 8 anni, se ci sono le condizioni fisiche e di sicurezza. Oltre i 65 anni ne parliamo prima, in base alle condizioni fisiche.
Il quad è sicuro? Ci si ribalta?
È un'attività su sterrato e richiede attenzione. Non serve esperienza: prima di partire ricevi tutte le indicazioni e l'attrezzatura, cioè casco, cuffia igienica, giacca antivento e guanti.
Come si sa se quel giorno si sale in quota?
Lo dicono le condizioni del giorno, meteo e attività vulcanica, valutate in loco la mattina stessa. Se non ci sono le condizioni non si parte, oppure si sale meno in alto.
Si soffre l'altitudine sull'Etna?
In quota l'aria è più rarefatta e il fiato si fa corto prima. Sopra i 2.400 m circa alcune persone possono avere mal di testa, nausea o una stanchezza insolita: se succede, dillo subito a chi accompagna il gruppo.
I gas dei crateri sono pericolosi?
I gas delle fumarole sono irritanti per le vie respiratorie. Per questo non ci si avvicina alle fumarole, si resta sul percorso e si tiene conto del vento, che sposta il gas da una parte o dall'altra.
Posso salire da solo?
Sì, ma solo fino a una certa quota. Più in alto si sale accompagnati.
Escursioni collegate